mercoledì 6 ottobre 2021

Per la soddisfazione dei tiranni e la desolazione dei tirannicidi --- AMMINISTRATIVE, NON E’ SUCCESSO UN GRAN BEL NIENTE --- Su Byoblu: da dove si arriva a questa tornata, e dove si andrà


Byoblu intervista sulle elezioni amministrative il Prof. Paolo Becchi e il giornalista Fulvio Grimaldi

https://www.byoblu.com/2021/10/05/speciale-elezioni-amministrative-con-paolo-becchi-e-fulvio-grimaldi/

Visione TV, miei interventi da 1:10:48 

https://youtu.be/RSRGQvbMVcE  da 1:10:48


Voto e non voto, tra non vedenti e vedenti

Paolo Becchi e io ci siamo incontrati nei commenti Byoblu sui risultati del voto amministrativo. Entrambi siamo degli spiaggiati di quel mare che si chiamava sinistra (magari radicale) e, poi, di un firmamento a cinque stelle. Cinque stelle come quelle sulle spalline dei grandi generali delle grandi guerre (“Generale, queste cinque stelle / ‘Ste cinque lacrime sulla mia pelle…”. Stelle e lacrime, come ci aveva preso De Gregori!). Credo che tra Paolo e me, sollecitati intelligentemente da Francesco e Edoardo di Byoblu, abbiamo pensato e detto cose di non comunissima percezione su processo ed esito elettorali. Per cui ve le propongo insieme ad altre considerazioni.

Gli italiani, essendo masochisti da duemila anni e, quindi, pronte vittime della sindrome di Stoccolma che fa amare i propri seviziatori, hanno fatto arrivare primo il partito responsabile massimo della loro rovina economica e sanitaria. Ci si chiede come gli altri italiani, quelli che colmano le piazze, non abbiano trovato dove esprimersi elettoralmente.

Due sono le ipotesi. Le formazioni politiche che si presentavano sul versante antagonista, o sono affette da personalismi che, dopo Grillo, Draghi, Berlusconi, Renzi, disgustano più che mai, o sono ancora troppo minuti e negati alla visibilità dei mass media. L'altra ipotesi è che quelli delle piazze  e dei cortei, cioè la parte consapevole e pensante di questo paese, in larga misura giù fiduciosi nei fallimentari Cinque Stelle, ai partiti e al voto non credono più. 

Discrasia tra voto e piazza



 Intascato il trauma inflittogli da una congrega di perlopiù scappati di casa, eletti sulla base fedifraga di una lotta al sistema falso, bugiardo, mafioso e corrotto fino all'osso e poi sposatisi ad esso, di dar retta a qualcuno con il voto non ci hanno pensato minimamente. Nemmeno quando sono riusciti a produrre un ultimo candidato, credibile. Fottuto dalla sovrapposizione tra lei e il movimento, operata più che altro dai media. 

Parlo di Virginia Raggi, sindaca massacrata da magistrati e media come nessuno mai prima, aveva la colpa di non prestarsi alle zozzerie dei predecessori. Ma ha perso nel momento in cui sono girate foto in cui, al suo fianco, ad Alessandro Di Battista si sono sostituiti i Conte, i Grillo e i Di Maio. Siamo al 1815, la Santa Alleanza, la restaurazione. E così il 33% raggiunto dagli italiani perbene nel 2018, in meno di tre anni è tornato a casa, a mordersi le mani e la mascherina e a fare occasionali sortite in piazza. 

Circonvenzione di incapace



Però, più di  questo immane retroterra di fangazza e ribrezzo, gli italiani consapevoli e pensanti, metà del popolo, hanno capito che oggi come oggi la maggioranza che fa vincere è quella il cui cervello - e quindi i comportamenti e le scelte - sono determinati da una circonvenzione di incapace, praticata ogni ora del giorno dai mezzi d'informazione unificati. 

Può una società, di cui la parte massima è rimasta ferma alla terza media (nella scuola di questi tempi, poi!), analfabetizzata ulteriormente dall'onnivoro digitale, avere gli strumenti per difendersi e restare integra davanti allo tsunami di manipolazioni che la investe h24? E votare con piena autodeterminazione? La risposta la danno quei 6 milioni (su 12 qualificati) del turno amministrativo che hanno eletto Calenda, Gualtieri, Sala e loro equipollenti.

Infine, come abbiamo già accennato nei video, la testa al toro, inteso come democrazia, la taglia il Manolete a capo del regime. Qui c'è una specie di vitello d'oro, adorato dal sinedrio intero e da turbe di fedeli, donatoci dai maggiorenti di Bancostan, unica e massima potenza, che per grazia sua e del papa, governa tutti senza essere stato eletto da nessuno. Non ne ha avuto il minimo bisogno e, del resto, nessuno se ne è lamentato. 

 


Del resto, la via è segnata da tempo, supergiù da inizio 2020, quando assistemmo all'arrivo di un primo mago che, con la bachetta DPCM, senza nemmeno dover dire abracadabra, fece sparire l'intero parlamento, per poi mostrarne l'ologramma al momento delle fiducie. Una via rischiarata da ben cinque stelle. Ora, se per quella via Draghi ascenderà al colle romano più elevato, come alcuni si augurano e tantissimi si toccano, avremo il trionfo di una nuova Italia nella quale nessuno che conta, dal premier al presidente, debba essere eletto. Sul parlamento, come sul conclave, modello di autorevolezza sacrale, scenderà lo spirito. Innovazione anche questa, nuova normalità. 

A questo punto, 60 milioni di italiani, quanto meno quelli vaccinati nel muscolo come nelle sinapsi, indipendentemente dal loro bisogno, o dalla loro volontà, restano interdetti davanti all'urna. Ma perchè mai dovrebbero infilarci il loro pensiero circonvenzionato, se poi ne escono figuranti di contorno, mentre il capo va avanti senza nemmeno voltarsi a vedere cosa da quell'urna sia uscito? Che gliene frega.

 


Ha saputo, il capo, il vitello d'oro, trascinarci in una catastrofe collettiva rispetto alla quale quella di Fukushima è un mozzicone di sigaro (tanto che proveranno a ripeterla qui col nucleare cingolato di nuova generazione). Quante le vittime di Fukushima? Ventimila. Quante le nostre ad oggi: 130mila. Di cosa soprattutto? Sicuramente di cure domiciliarti negate. Il numero di quelle dovute a terapie, visite, esami, screening sospesi? Non interessa. 

Ci siamo inoltrati a capo chino, senza guardare. Dopo il seggio elettorale, un po' più in là, c'è il mattatoio. Quello delle pecore.


domenica 3 ottobre 2021

COME TI DISTRUGGO IL PUPO --- Sistemati i maggiori, tocca ai minori

 


https://www.youtube.com/watch?v=l1kbRgy3ymk  "Sancho 3" 


Analogico e digitale: lotta tra presente e Storia

In questa puntata di "Sancho" abbiamo dato spazio all'obiettivo centrale dell'operazione di ingegneria sociale in atto ai fini della riduzione della specie umana, partendo dagli ultimi arrivati. Aggiungo alcune considerazioni. Sull'eliminazione dei superflui, perchè anziani e improduttivi ma costosi, ci siamo già dilungati altre volte. L'evidenza è resa solare dalla morìa di vecchi,  appesi al cappio Lockdown, per negato sole, negate cure, negata socialità, negato moto, imposta depressione. Non è bastato, il drago è insaziabile.

Tutto è cominciato con l'orologio digitale. Innocente? Niente prima, niente dopo. Solo il presente. Via il passato, serbatoio di insidiose reminiscenze, contrarie al dogma del T.I.N.A. (There is no alternative). Via, di conseguenza, ogni futuro che non siano i sogni nel cassetto, regolarmente mangiati dalle tarme al potere. 


Pensate fosse una trovata che non avesse altri intenti, oltre a un'innovazione da meccanico a digitale, che quelli di far impennare mercato e profitti? Nulla succede senza precisi obiettivi politici, sociali e culturali. Soprattutto da quando il totalitarismo delle élite ha superato la fase grezza del fascismo del manganello e dell'olio di ricino (somministrati anche da Padre Pio in Puglia nei primi anni venti, prima di avviarsi verso la più redditizia santità). Con la tecnologia del digitale e le psicoarmi mutuate dalla Chiesa e da metafisiche varie, il dittatore ha scoperto come annichilire anche le menti. Ovviamente a partire dai giovani, risultati insopportabile elemento di disturbo in varie epoche e, ultimamente, negli anni '70 del secolo scorso.

Rubo all'intelligente Aldo Moro le convergenze parallele della eliminazione/neutralizzazione dei giovani in quanto tali: odio per chi ti sotterrerà, così lo sotterri prima tu; ed eterogenesi dei fini, tipo dal clima al totalitarismo climatico. Toglierli di mezzo (morbi e cure), depotenziarli (scuola, distanze, mascherine, sport), manipolarli (Greta).

Soros, Carlo d'Inghilterra, Schwab (FEM), Greta Thunberg

La scuola è l'inizio di tutto, e, di questi tempi, spesso anche la fine. Ermanno Bencivenga, prestigioso filosofo che oggi scrive sull'unico giornale con il coraggio, al netto di bigottismi e atlantismi, di contestare il regime virale, affronta spesso la questione. Conviene leggerlo e leggere tutto il quotidiano per quel che riguarda loe nuove forme di assalto alla libertà.

La scuola dovrebbe praticare in primo luogo, se l'età deve essere quella evolutiva, la maieutica. Che fu socratica e, più recentemente, da noi fortunati, montessoriana. E' la domanda dell'adulto che sa sollecitare la creatività di una risposta, magari inattesa, magari inedita. Autonoma. Oggi cosa si crede di fare con una audience e un controllore in cattedra controllato dal dirigente scolastico controllato dal, più o meno virtuale, più o meno reale, infanticida al Potere?

 


Da cosa protegge la pezzuola?

Spingendo parole attuffate attraverso mascherine piene di saliva, germi e anidride carbonica, che hanno visto tasche coi soldi, banchi sporchi, lezzi di trasporti pubblici, posate insugate, ma soprattutto che fanno vedere il niente nell'altro, resta solo la grandine dall'alto di nozioni da dimenticare. Una maieutica, necessariamente legata all'empatia, alla fiducia e alla curiosità, tutte - e molto altro - determinate dall'espressione del viso; che ravviva la face della curiosità; che viaggia tra chi non si fa vedere e chi non è visto, ma che cazzo mi rappresenta? Quel minus habens che, stupefacentemente (come tutti), fa il ministro, ricatta una generazione intera gracchiando "Se tutti sono vaccinati possiamo toglierci la maschera e ritrovare il sorriso". Mi fulmini Apollo se qui non ci vuole un pernacchione che neanche Eduardo!

L'architrave della vita nell'età dell'evoluzione è la socializzazione con i propri pari. Socializzazione con i diversi, di classe, estrazione, linguaggio, aspetto, avviati a futuri vari (era anche il valore della Leva militare, tuttora da rimpiangere, magari civile). E qui che si costituisce la forza di contrasto, o di adesione ai "grandi", maestro, genitore, politico, allenatore, società. Litigando, innamorandosi, competendo, solidarizzando, costituendo gruppi. Tutto l'indispensabile per convivere, discutere, colorare e far crescere il pensiero, la varietà, la libertà. 

Il muro

 


Si capisce perchè, dal nazifascismo al totalitarismo super dei giorni nostri, i dittatori disciplinino, segreghino per ceti, uniformino (per quanto a Giovanni Gentile, filosofo e ministro dell'Istruzione sotto Mussolini, scelleratamente ammazzato nel 1944, vada riconosciuto il merito di una gerarchia scolastica e morale che sanciva la supremazia dell'umanistico sull'utilitaristico).

Così, nel corso degli anni vissuti (anche soopravvissuti) sotto la ferula dei provvedimenti di "salvezza dal morbo", a  bambini e adolescenti sia stata inflitta, da una gerontocrazia cinica e spaventata, il totale annichilimento della socialità, gli arresti domiciliari divorati dallo strumento digitale dell'alienazione, la fobia del contatto, inesorabilmente contaminante e perfino letale. 

 


L'occasione per la perpetuazione del dominio, creata dai nemici del gerontocene, su gente più lontana di essi dalla morte e più nemica dell'esistente da essi creato, si è poi avvalsa dell'ennesimo strumento di disgregazione e divisivismo della società. Con la separazione/contrapposizione/discriminazione di chi, tra studenti e genitori, si è prestato a quel tale trattamento detto verde e chi ha rivendicato in proposito il libero arbitrio. Atteggiamento che la Chiesa e tutti i dogmi vantano e non hanno mai ammesso.

La conoscenza di fondo di chi siete, tu e gli altri, nasce, secondo Emmanuel Lévinas, filosofo lituano-francese, dall'incontro dei volti, dal riconoscimento dei suoi tratti e della sua mobilità. Un panorama di verità espressive, di tecniche di comunicazione e mistificazione, di recita, stupore, rifiuto, gioia, nell'infinita ricchezza che sensi e intelletto hanno donato al volto umano. L'occultamento del viso, obiettivo primario del grande riassetto, ci priva di rapporti reali e induce analfabetismo sociale e comportamentale.

1979, "The Wall", fine '68-'70, i Pink Floyd avevano capito.

Sotto occhi largamente chiusi, la criminalità associata di anziani licantropi si propone di estrarre resti di vita e garanzia di potere dal dissanguamento dei giovani. E' l'eliminazione psichica e morale delle nuove generazioni. Quanto a quella biologica, o almeno al suo deperimento, servirà la negazione, "per motivi di sicurezza", di ogni formazione e addestramento corporeo tramite l'esclusione delle attività sportive dai curricula scolastici e inibite per ragioni "green" in altre strutture pubbliche e  private.

Se così lasciamo le cose, avremo mostri che regneranno su debosciati: "Mens insana in corpore insano". Menti "smart", inconsapevoli del fatto che la "navigazione" consentitagli li porterà soltanto ad attraversamenti in solitaria di oceani desertificati, verso l'isola che non c'è. 







venerdì 1 ottobre 2021

IL VERBO DA DIO A GOOGLE, LA SOVRANITA' DALLO STATO A..... GOOGLE --- Quando il pubblico nostro se lo mangia il privato loro


https://playmastermovie.com/una-piazza-unita-al-contrattacco-fulvio-grimaldi-2 

Alessandro Amori, Playmastermovie, intervista a me, Roma San Giovanni, 25 settembre 2021


Nella videointervista fattami da Alessandro Amori dell'ottimo portale "playmastermovie" stiamo nel mezzo della vibrante manifestazione dei 100.000 (calcolati rigorosamente con il rapporto metri quadri/presenze) di San Giovanni a Roma. Ottima occasione per rifare il cammino - contro chi e per cosa - che ci aveva portati in quella piazza e fino ai milioni di manifestanti tra le 60 città italiane e il resto dell'Occidente.Deve essere successo qualcosa tra il quarto e il quinto secolo della nostra era. Tra politeismo e monoteismo. Prima c'erano, semidivini e comunque sacri, gli imperatori che però potevano essere scalzati dalle legioni, dal Senato, dai pretoriani, dalle folle, dai complotti, quando non funzionavano secondo gli interessi di certe componenti della società, o fallivano nella difesa dai nemici. 

Il titolo è il messaggio

Poi accadde che vennero preti, vescovi e papi che, essendo portatori del Verbo unico e indiscutibile, resero peccaminosa, delittuosa, impraticabile, ogni contestazione, o divergenza. Per il semplice fatto che erano stati investiti da uno che sta all'Universo come Draghi sta a questo Parlamento. A nessuno era consentito farsi prendere dal minimo dubbio su quanto dicevano di essere e rappresentare. Pena il rogo, preceduto da trattamenti vari, i più fantasiosi.


Così il prete, per quanto adoperasse i soldini delle elemosine per ingioiellare l'amante nel bordello del paese vicino, restava pur sempre "reverendo" e anche "reverendissimo". E al vescovo, anche se grazie alla "Donazione di Costantino", veritiera quanto la commissione d'inchiesta sull'11 settembre, che si prendeva le terre di mille contadini e rendeva questi ultimi servi della gleba, nessuno osava negare il titolo di "Eccellenza" e, da certe parti, "sua Altezza il vescovo-principe". Il cardinale, per quanti seminaristi si inchiappettasse, restava inesorabilmente "Sua Eminenza", mentre chi avrebbe mai rischiato la blasfemia dicendo che, siccome figliava attraverso la figlia, o tagliava teste di mori a migliaia, non era più "Sua Santità". E nemmeno "Papa Re", dopo che aveva fatto massacrare Roma da francesi, borboni e austriaci. Eppure si trattava della Repubblica Romana (1849), unica vera impresa rivoluzionaria di questo nostro malcapitato e, dunque, malandato,.popolo. Cadde il "re", ma il papa rimase.

Concludendo, per queste autorità supreme la corazza impenetrabile che li teneva in piedi era semplicemente l'appellativo "maestà". A volte connivente, a volte confliggente, con "Santità" E il popolo, più che prendersela con costoro che lo angheriavano, si appassionava a come sarebbe andata a finire la partita tra "Santità" e "Maestà".

 


Parrebbe dunque che questa storia di attribuire e  riconoscere i titoli al di là della qualità di chi se ne fregia, a forza di secoli ci sia entrato nel DNA. Per cui un parlamentare che si venda al magnate del cemento e ti dustrugge la vivibilità, resta "onorevole". Un prefetto non perderà l'appellativo "Eccellenza" neanche se si mette d'accordo per una bella strage di mafia. Un capo del governo è consacrato a vita "Presidente del Consiglio", o dagli anglofili "Premier", più tardi "emerito", neanche dopo cento festini con minorenni e mille scambi di favori con Cosa Nostra. Quanto al Capo dello Stato, qualunque cosa faccia.... evitiamo il vilipendio.

Carota e bastone

Da qui, però, le cose si sono evolute. Dalla Piazza San Giovanni dei centomila in rivolta contro draghi, cingoli e cerusici, eravamo usciti abbastanza fiduciosi. Con centomila, avessimo voluto arrivare in corteo fin sotto le finestre di Palazzo Chigi, o al primo degli hub di Figliuolo, avrei voluto vedere chi ci avrebbe potuto fermare. Difatti qualcuno lassù s'è preoccupato e s'è detto: "forse è tempo di carota". Qualcun'altro s'è parimenti messo in  guardia e ha però optato per il bastone, anzi, per una bomba atomica su miliardi di parole sconvenienti.

Mentre il ministro dell'insalubrità continuava a gridare dal balcone "andrà tutto bene", purchè vi facciate di tachipirina e ve ne restiate in "vigile attesa" così che il morbo prosperi, quei conigli dell'AIFA (agenzia preposta) hanno ora acconsentito, dopo sei mesi di traccheggiamenti, all'uso di trattamenti domiciliari. Quelli che innumerevoli "guaritori" (il manifesto"), "stregoni" (Corriere), "ciarlatani" (Il Riformista) avevano praticato con successo su innumerevoli guariti.

Bene o male, più male che bene per via dei nidi in cui sono stati covati, codeste entità rivestono un ruolo pubblico, istituzionale. Se le cose andassero come fu scritto da qualche parte nel 1948, avrebbero il crisma delll'autorità legittimata dalla volontà del popolo sovrano (trattenete gli sghignazzi). Così pure, passando agli ordigni risolutivi, avevano legittimità ai sensi del pubblico i dispositivi fine-del-mondo lanciati su Hiroshima e Nagasaki nel 1945 dal presidente degli USA. Oggi non è più questione di pubblico e privato. Solo di rapporti di forza. E quelli sono tutti a favore del privato, dal momento che i "pubblici" da quelle parti hanno trovato il trogolo più ricco.

Il pensiero te lo puoi anche tenere, ma la lingua te la taglio

Ma ora l'atomica politico-culturale-sociale con cui si sono annichiliti i fruitori degli unici mezzi di comunicazione lasciatici da quando le parole e le espressioni si perdono tra i germi delle mascherine, è partito da un privato che più privato non si può. Al quale nulla più è possibile opporre, nessuno essendo stato portato, a forza di scomparsa di ogni alternativa, a una tale obesità, da fargli occupare ogni spazio di ogni scambio di ogni trasmissione, dichiarazione, informazione, partecipazione, relazione, diffusione, propalazione. Essendo privato, non gli spetterebbe la minima intrusione negli affari dei cittadini sovrani. Ma è anche re e imperatore e più pontefice di colui che ne condivide gli intendimenti in Vaticano. Se la cava benissimo, anche perchè al tempo dei regicidi è sopravvissuto solo quello dei genocidi.

Mi spiego. Ora in capo a ogni gerarchia che sovrintende al vivere sociale c'è il privato. Al punto da agire come pubblico e tale essere considerato. Il sommo consesso Privato-Pubblico regna sul mondo da Silicon Valley. E il sommo dei sommi è Google. Riunisce in sè, per universali riconoscimenti e riconoscenze, tutti i titoli qualificativi assunti, o assegnati a preti, vescovi, cardinali, parlamentari, ministri, papi, presidenti, sovrani, santi.  E', lui, ora, il detentore unico del "verbo". Avendoci dato la parola, si ritiene che possa anche togliercela. Il Verbo fu in principio, poi ce l'eravamo preso e ora, se ce lo tolgono, il cerchio si chiude. . 

"Notte dei cristalli", un precedente da dilettanti

 


Un po' inquieti, lo avevamo visto iniziare negli ultimi mesi a setacciare gli sterminati assembramenti dei suoi fedeli. A volte anche qualcuno di noi restava tra gli scarti. A tempo, o per sempre. Sfiga.  Preoccupati, ma tiravamo avanti. Da oggi, mercoledì 30 settembre 2021, la carota del libero esprimersi in rete pare andata a male. Il bastone, per quanto privato, assume potenza nucleare. Quella che fa piazza pulita. Piazza pulita di quei miliardi di persone che non si sono fatte pungere, o che quella punzonatura chimico-sociale la considerano una lesione più schifosa del pungiglione di una scolopendra. Su Youtube basta che ti vedano, o abbiano visto, arricciare un sopracciglio su ciò che ora sta riorganizzando il mondo, e sei fuori. Dal social più importante del mondo sono stati rimossi tutti gli account e i contenuti che violassero "le regole della community". Sapete quale. 

Si sono permessi addirittura di far fuori da Youtube, Robert Kennedy Jr, figlio di Bob che fu assassinato, come il fratello presidente, dalla CIA, e tra i più prestigiosi e autorevoli contestatori dell'imbroglio Covid, con il suo sito "Children's Defence", in difesa dei bambini. . La "Notte dei cristalli" al confronto e una bacchettata sulle dita.

 


Tutte queste metafore vengono a noia, vero? E allora togliamoci l'anello di Gandalf e diciamo pane al pane, vino al vino, e scolopendra a Google, ai miliardari del digitale che, in combutta con altri, dopo averci resi esangui a forza di trasfusioni nelle loro di vene, da noi hanno anche trasfuso ogni sovranità. Questa, a volte, la esercitano direttamente, con liste di proscrizione ed epurazioni; a volte la delegano a fiduciari mimetizzati da rappresentanti pubblici. Rigorosamente non eletti - non usa più - e in grado di tenere a bada gli spiaggiati di elezioni residuali.

Così, con lo Stato - cioè, per finta o per vero, noi -  ci siamo giocati anche la rete. Dice, restano giornali e telegionali. Allora ditemi: sono giornalisti, secondo voi, Giannini (La Stampa), Fontana (Corriere della Sera), Molinari (Repubblica), Da Milano (L'Espresso), Floris ((Dimartedì), Mentana (La7) e andare? E' un servizio pubblico la RAI? Da come rispondete si vedrà se avete capito che Google sta alla comunicazione come il giornalismo italiano sta all'informazione e, quindi, il privato sta all'interesse pubblico, che si diceva rappresentato dallo Stato, come Torquemada stava alla carità.



Vi siete chiesti perchè a un certo punto tutti hanno cominciato a prendersela con la sovranità (quella del pubblico, mica quella del privato, ovviamente).


 



lunedì 27 settembre 2021

DAL BATTESIMO DI SAN GIOVANNI ALL'APOSTOLATO DI SAN LIBERO


Da Mepiù

https://youtu.be/NXPdfvLUvJs

E' il documento filmato di "ME PIU'" della manifestazione dei 100.000 ANTI-GREEN PASS a Roma, Piazza San Giovanni, il 25/9/2021. Il mio contributo parte dal minuto 3'32

Da Byoblu

https://www.byoblu.com/2021/09/26/25settembre-roma-piazza-san-giovanni-il-film-di-una-manifestazione-destinata-a-rimanere-nella-storia/

E' il film di BYOBLU della stessa trionfale giornata, con i vari relatori e interviste ai protagonisti. Io vado da 03'30 a 5'15.


 
Il vicequestore Nunzia Schilirò sul palco a San Giovanni, altri poliziotti in piazza. Una crepa nel Sistema.

Si tratta di due documenti storici, accanto, fortunatamente, a molti altri che trovate in rete e successivamente anche qui. Ci tocca ringraziare tutti gli dei plurimi e dialettici dell'informazione plurima e dialettica, che oggi, facendo trionfare la verità/realtà/libertà, stanno sbaragliando media falsi e bugiardi, sempre meno di massa e sempre più di regime.

Pensate al quotidiano "comunista" di una sinistra che si dice radicale. Quel "manifesto", che inietta agli illusi di ogni derivazione, volta per volta, tutti i tossici propositi e i crimini colonialisti e razzisti dell'imperialismo, applicandogli il rossetto sintetico dei diritti umani, delle donne, dei LGBTQI+, dei migranti, dell'antifascismo nel nome del più bieco totalitarismo mai inflitto al paese.  

 



Perfino il TG1 e altri tg non hanno potuto evitare, in omaggio alle briciole di giornalismo che devono fingere per offuscare la funzione di portatori d'acqua (con i necessari  ingredienti sanitari e polizieschi), di menzionare manifestazioni dalla forza, dimensione e continuità non viste da anni, se non da decenni. Il giornale depravato di una sinistra degenerata, invece, ha meritato il primato dell'infingardaggine non facendo cenno (salvo un sarcastico trafiletto) alla Roma dei centomila di San Giovanni di sabato 25 settembre, delle migliaia a Milano, Trieste e altre 60 città italiane, dei 12 milioni in tutta l'Euroamerica. 

L'arma di distrazione di massa



Un occultamento dettato dal rigoglio delle setole sullo stomaco, dalla coscienza sporcata da invereconda ipocrisia, dalla consapevolezza di un degrado che ne travolge l'identità pretesa, dalla visione terrificante della rivolta di un popolo sfruttato e oppresso e, da questa "sinistra", venduto e pugnalato alle spalle. Il nascondimento vergognoso di un evento epocale, in controtendenza, avvolto nella carta argentata e nei nastrini colorati di due terzi del giornale, impegnati nella riesumazione dei sorosian-gretiani Fridays For Future e di qualche logora vociferazione femminile contro l'Afghanistan decolonizzato, nel rimpianto per l'Afghanistan macellato e depredato durante vent'anni di bombe emancipatrici. Specialità di questa stampa è l'arma di distrazione di massa.

Questo è lo stato di un'informazione nazionale che tutto deve e tutto offre, perfino i cuscinetti terminali tra gambe e schiena, ai potenti dell'industria, della finanza, del digitale, della chimica, delle mafie. Chiunque ne consenta la zerbineria del "tengo famiglia". 

E tutto si tiene, dalla Palermo dell'assoluzione e della condanna per lo stesso reato rispettivamente di colletti bianchi, o con stellette, e boss mafiosi, a un premier che non ha mai pronunciato la parola mafia; dal ministro della terminazione ecologica, alla ministra che osa minacciare del peggio del peggio una poliziotta che ha agito da cittadina a termini di legge, morale e costituzione; da un ministrello di corte, ex-assessore all'urbanistica, che impone cure che rafforzano i nostri ceppi e ne proibisce altre che ce ne liberano, dal solito premier che gli sfruttatori e oppressori collocano sull'altare, mentre lui si rifiuta di imporre vincoli e ammende a chi arriva, prende i soldi e scappa. Continuate voi.   

Per mesi abbiamo guardato in tralice, trasudanti invidia, le milionate di bravi cittadini che a Berlino, Parigi, Londra, e in tanti altri posti intralciavano la marcia del vero e del giusto. Anche quelle eruzioni di realtà venivano sorvolate, o minimizzate e ridicolizzate  in pochi balordi, tra fascisti e adoratori degli elfi. E rimpiazzate con grande vigore da minute folle arcobaleno che, a forze di spinte, mistificazioni e prebende ONG-CIA, insidiavano governi e società fuori dal recinto dei valori amministrati dal "manifesto". Patetico tentativo di depistaggio.

 

un amico a San Giovanni

Quello che è successo a Roma (dove è mancata una sola cosa, che serve a rendere protagonisti tutti i partecipanti: il corteo), in Italia e nel mondo sabato scorso, che va succedendo ormai da mesi, che continuerà a succedere, ci dice una cosa precisa. Nel presente rabbioso e meschino, ci dice che neanche una manipolatrice di popoli da sradicare come la sbirra di Draghi, può ombreggiare la bellezza e la forza del libero cittadino e vicequestore Nunzia Schilirò che dal palco della liberazione si è ripresa democrazia e libertà. 

A livello di storia dell'uomo, questo sabato italiano e mOndiale ribadisce che i sacrileghi e blasfemi della vita, ubriachi di onnipotenza, ne vengono obnubilati. Ne risente perfino la turpe schiatta dei draghi, riscaturita dal suo antro. Induce a fare il passo più lungo della gamba. Se ne avvidero Mussolini a Salò, il premier britannico Heath dopo il Bloody Sunday di Derry,  gli autori dell'11 settembre, Napoleone a Waterloo, Pio IX a Porta Pia,  Hitler nel bunker.





domenica 26 settembre 2021

DALL’AUKUS: GUERRA NUCLEARE ALA CINA, A DRAGHI: GUERRA TOTALE AGLI ITALIANI (videointervista di “Sancho”)


articolo: https://comedonchisciotte.org/sancho-2-ii-stagione-fulvio-grimaldi-vecchi-e-nuovi-equilibri-dopo-lafghanistan/

youtube: https://youtu.be/tHG8S2SCD2o 


Allargo il discorso su Draghi e il suo regime totalitario, già accennato nel video, a ulteriori fascistizzazioni che stanno succedendosi a spron battuto e che rendono il sostantivo/aggettivo “fascista” del tutto superato dalla sua evoluzione tecno-sociocida.

Torneremo sull’argomento sentenza d’appello del tribunale di Palermo, ma, intanto, constatiamo che la disinvoltura con cui, in tutti i suoi interventi programmatici in parlamento e fuori, il bancarellista del nostro patrimonio industriale pubblico sia ampiamente spiegata dall’annientamento di dieci anni di trattativa/connubio Stato-mafia, coronata dalla sentenza di condanna in primo grado. A dispetto perfino dell’ukase di Napolitano per impedire che nel processo fossero utilizzate le perorazioni al Quirinale dell’ indagato ex-ministro Mancino. Il lavoro dei PM Di Matteo e Ingroia, le intuizioni, le accuse e il sacrificio di Borsellino, immolati sull’altare di una convivenza/connivenza tra Stato e Mafia che risale agli albori della Repubblica, sotto la sponsorizzazione degli USA.

Convivenza/connivenza che nella sua altalena tra confliggere per il potere e armonizzarsi nel potere, sembra rifarsi a una vicenda italiana che la Storia non pare voler accantonare. Una sua prima fase durò ben 1.200 anni. Iniziata con l’imperatore Teodosio e il vescovo Ambrogio, si concluse nel 1870 tra Pio IX la nuova Italia, per merito dei bersaglieri di Porta Pia. Oggi ci sono Messina Denaro e Mario Draghi.

A fornire un quadro politico sul quale imbastire la nuova salvaguardia dei colletti bianchi (in questo caso i carabinieri del ROS, Dell’Utri) era arrivata la riforma della giustizia penale della somma Cartabia, con l’assicurazione, alla stessa categoria favorita dall’élite, dell’impunità, purchè fornita di abili avvocati che portino all’improcedibilità delle cause entro tre o un anno, a seconda dei gradi di giudizio. La corte d’appello sentenzia che il fatto sussiste, ma non costituisce reato, poiché senza la componente del dolo. Peraltro, per lo stesso fatto sono condannati i boss mafiosi, ma non i loro interlocutori “senza dolo”. Senza dolo il boss Mangano che porta cavalli e minacce al premier Berlusconi tramite Dell’Utri, senza dolo le mancate catture di Provenzano e Riina, i cui covi erano stati individuati, senza dolo i provvedimenti pro-boss del governo, come richiesto dal “papello”.

Siamo in pieno Zeitgeist, spirito santo del tempo, o aria che tira, che cala su di noi appena battezzati dalla mano dei Migliori. La Corte Costituzionale dà il suo contributo salvando i totalmente anticostituzionali DPCM (decreti ammazza-parlamento e salva-siero) del sotto-Draghi, Conte, e dello stesso titolare vero della manovra, applauditi da deputati e senatori che belano consenso a un voto di fiducia al giorno.

Intanto i chierici di regime, oculati e diligenti prosecutori dei costumi accademici del ventennio, irrigiditi sul saluto romano al Duce e alle leggi razziali, riversano su pensanti e obiettanti l’odio cosciente scaturito dall’inconscio senso di vergogna e di nausea nei propri confronti. Così, tra gli altri, figuranti della propaganda virale, come lo sciropposo Gramellini o il fustigante Grasso, del Corriere, rigurgitano la loro pessima digestione dei dati sanitari manipolati, sotto forma di invettive e spernacchiamenti, su alcuni dei più alti esponenti di quanto rimane di una cultura consapevole. Consapevole anche, a dispetto della Colonna Infame alla quale i botoli uggiolanti del Palazzo li vorrebbero inchiodare, che, dopo i ventennii, e anche i trentennii (Draghi origina nel 1991, direttore del Tesoro), arrivano i partigiani. E allora hai voglia a farti adorare da una banda di vampiri che si chiama Confindustria.

Chiudo con una notarella sul grottesco. Grottesco da ridere: viene ammesso dagli stessi fabbricanti-stregoni che il vaccino, nelle sue varie incarnazioni rapinatrici e devastatrici, decade dopo circa sei mesi e da contagioso e contagiabile con vaccino, torni a essere contagioso e contagiabile senza. In compenso il “Green Pass” ti vale ora 12 mesi. Divertente no? Meno divertente, ma ancora più grottesco l’ordine del giorno di tale Trizzino, 5Stelle, accolto da vasti consensi e quindi candidato a farsi legge, nel quale si esige che medici e scienziati che vogliano godere dei fasti televisivi e cartacei, debbano ottenere l’imprimatur del governo. E’ lo stesso Trizzino, che da me intervistato per il documentario “Fronte Italia-partigiani del Duemila”  che, da consigliere regionale siciliano, in nome della sovranità locale, regionale e, si lanciava a testa bassa contro la base di guerra americana MUOS a Niscemi

A forza di sovranità gliene è venuto il disgusto. Tanto da volerla negare ai rappresentanti del popolo, già impediti dal divieto di accedere senza Green Pass al parlamento, di rappresentare anche cittadini ed elettori a cui il Green Pass pare la fine del mondo. 

 I dati degli effetti avversi (prima voce i decessi) al 10 settembre, riportati dal VAERS, ente di Stato USA  per la registrazioni degli effetti avversi da vaccino


martedì 21 settembre 2021

TORINO LIBERTA': PROFUMO DI '68 --- https://go.byoblu.com/TorinoInLibertà


A questo link di Byoblu trovate il reportage completo del grande sabato scorso di Torino. I miei interventi sono da 49'35 a 1:21:00

TORINO, SABATO 18 SETTEMBRE 2021

Una giornata ricca e luminosa, a dispetto dell'occasionale sgrullone di un Giove Pluvio interessato a partecipare. Insieme alle testimonianze, ai racconti dal palco, alle denunce, alle analisi delle aberrazioni e atrocità di questo regime ultratotalitario, c'è stato un corteo straordinario di massa. Un corteo come non credo in Italia si sia mai visto nel quadro della resistenza e della controffensiva. Un corteo che si è preso il cuore della città, che ha marciato senza defezioni, anzi infoltendosi via via, per quasi tre ore. 

Un corteo incurante degli occasionali rovesci, che ha visto migliaia di persone spostarsi dalle strade sotto ai portici di questa bellissima città. Una città previdente che, evidentemente, si è costruita in vista di sole e pioggia, ma anche di uomini e donne che, contro ogni intemperie vogliono manifestarsi e manifestare. Alla faccia di chi li voleva "rinchiusi nella loro tane come sorci" (copyright Burioni).

Nel titolo ho messo l'anno che introduce al decennio che, per me personalmente, ma credo anche per la parte migliore del nostro popolo, continua a rappresentare la parte più alta, viva, e perciò rivoluzionaria, del nostro tempo. Come una folata di vento piena di impeto e di profumi, la combattività di questo corteo, la forza della sua determinazione, pacifica ma inarrestabile, mi ha fatto vivere, vichianamente, i corsi e ricorsi. 

Hanno ripreso vita le immagini e sensazioni di quel '68-'77, quando mettemmo in crisi e rovesciammo un assetto padronale nella società, in fabbrica, scuola, università, periferie, ambiente, rapporti interpersonali. E, nonostante la progressiva restaurazione poi inflittaci a forza di repressione a ogni livello, l'élite, sempre quella, dallo spavento subito non si è mai ripresa. Ed è nel timore che possa essere rimessa in discussione la  gerarchia feroce dei pochi e protervi sui tanti e giusti che, a forza di terrorismi successivi si sono ripresi il dominio e oggi puntano alla nostra obliterazione definitiva.

 


Torino, come il moltiplicarsi da noi e nel mondo di voci, fermenti, rabbia, scienza e conoscenza, ha riaperto quella crisi. I "sorci" di Burioni sono usciti dalle tane. Gli alti notabili che li avevano accusati di seminare morte, si accorgeranno che è vero, ma che la morte sarà quella della loro tirannia. 

Grazie al gruppo "Quaderni all'aria" e ai tanti che con esso hanno ragalato all'Italia questa giornata.

Fulvio

lunedì 20 settembre 2021

DALL' AIDS AL COVID, LOTTA PER LA LIBERTA'

 


Youtube: https://youtu.be/A3n6ZAZ4wGw 

Articolo: https://comedonchisciotte.org/sancho-1-ii-stagione-fulvio-grimaldi-dallaids-al-covid-la-lotta-per-la-liberta/


Cari tutti, 

che avete la pazienza e l'indulgenza per seguirmi le mie sconfinate elucubrazioni (imposte peraltro dalle sconfinate iniziative criminali di un nemico tuttora fortemente all'offensiva) stavolta non aggiungo nessun  testo integrativo o complementare a questa ripresa settembrina delle mie interviste a "Sancho". A riassumere e aggiungere considerazioni ci hanno già pensato gli ottimissimi autori di "Sancho", il giornalista Massimo e il regista Giulio. E poi, che cavolo, un po' di respiro ai nostri 14 milioni di followers, no?

Ciao ragazzini (tutti, rispetto a me).

Fulvio


mercoledì 15 settembre 2021

DALLE TORRI GEMELLE AL VIRUS: PENSIERO UNICO E RIFIUTO DEL DIBATTITO --- Video forum e comizio per capirci qualcosa

 



NIENTE DITTATURA, SIAMO INGLESI

Piani A, B e C

https://youtu.be/BeHfSBiByC4   

Visione TV, con Gianmarco Landi, Paolo Borgognone e il sottoscritto


STRAGI DI STATO, 

Le tappe del terrorismo "antiterrorismo"

https://youtu.be/bpXMeNCmAF4  

Intervento a Napoli, sabato 11 settembre, manifestazione No Green Pass.


Una videoconversazione su noi e gli altri

Il Ministro della Salute israeliano dichiara: "Non c'è alcuna ragione medica o epidemiologica per il passaporto green. Serve solo a fare pressione sulle persone per vaccinarsi. I governi di Regno Unito, Danimarca, Svezia, Russia, Corea, molti Stati USA e la maggioranza degli altri paesi non impongono questa misura di soppressione totale della vita sociale e di esclusione dalla comunità civile. Tanto più che in quasi tutti i paesi maggiormente colpiti, la curva del fenomeno virale è in netta discesa, tranne che in quelli, come Israele, dove si sono raggiunti i picchi delle inoculazioni del siero.


In Italia e in Francia, i provvedimenti riduttivi dei diritti civili e costituzionali sono i più rigorosi del mondo, in virtù del governo di Draghi (Goldman Sachs) e di Macron (Rothschild), cioè dei regimi di più diretta emanazione dalla consorteria finanziaria globale del Grande Reset. In Russia e in Africa siamo a poco più del 3% di punture e in quasi totale assenza di misure annientatrici della libertà (salvo nella capitale Mosca, soggetto federale autonomo, del sindaco rigorista Sergei Sobyanin). Lì la presa sulle società da parte della piovra finanziaria è molto più tenue e vanta forti antidoti. Condizione che, forse, spiega  come mai il processo di ingegneria sociale registri successi maggiori nei paesi UE, perlopiù  a prevalente dominio bancario sulla politica..

Rimane, peraltro, sempre credibile l'ipotesi che negli Stati come Regno Unito, o Danimarca, che hanno sperimentato in passato imposizioni non dissimili dalle nostre, nulla si possa definire per acquisito e la strategia del governo e dei suoi tecnoscienziati possa anche essere improntata al noto principio dello stop and go. Una psicoguerra, tra assalti e tregue, che la globalizzazione ha ripreso da guerre e dittature, religioni e imprese. 

Sterilizzati


Globalizzazione della quale l'articolazione sanitaria è parte costitutiva quanto altri processi di frantumazione degli Stati e delle società, come le guerre al terrorismo, le sanzioni da genocidio strisciante, la digitalizzazione globale, lo sradicamento e lo spostamento di popolazioni, l'istigazione a rotture e contrapposizioni dei generi, con forte promozione ed esaltazione di abitudini non riproduttive. Queste ultime affiancate anche dalla contaminazione elettromagnetica che ci pervade ormai in ogni momento della vita, che il 5G potenzia ulteriormente e che, secondo gli esperti, insieme alla chimica onni-invasiva, è all'origine dell'impressionante calo di fertilità dei maschi in Italia, negli USA e ovunque.

Un comizietto per niente green a Piazza San Domenico

Ciò che a Napoli ha rallegrato molti dei non molti animi intervenuti alla manifestazione del Fronte del Dissenso contro il noto nemico aggettivato green, sono stati due elementi: la presenza di studenti della vicina Università Federico II e l'intervento oratorio di Tiziana Alterio, della quale tutto dice la didascalia nella foto.


Mentre la partecipazione di giovani alla solita adunata di persone adultissime e anche maturotte, capaci per antica consuetudine, oggi in via di  annientamento, di ragionare fuori  e contro i borborigmi del digitale smart, governi che scientemente sgovernano e camere dell'eco mediatiche, era una felice sorpresa. Richiama quella di altre recenti epifanie studentesche, a Milano, Torino, Trieste, perfino Bergamo. e vanno a costituire arcipelaghi di autodeterminazione. Non tutti i ragazzi vanno a farsi la festa al Hub.

Il mio breve strepitìo, volenterosamente ripreso da amici non proprio addestrati da Kurosawa, o John Ford, e opportunamente interrotto per defaillance dell'apparecchiatura, ma poi ricucito da un generoso amico, ha tenuto conto che alle nuove generazioni è stata accuratamente sottratta la memoria. E ha provato a ricostruire un pezzo di quel territorio del quale si vuole che esista solo un presente. Quello intimidatorio, totalitario e senza alternative (TINA:"There is no alternative") dello stato di cose politico-sociali presente.

Un filo lungo millenni



Il filo è lungo e parte da lontanissimo, visto che lo vediamo srotolato perfino nell'Inferno della Commedia di Dante, della cui morte, esiliato dalla società come lo siamo tutti noi, ricordavamo a Napoli la ricorrenza, provando a emularne il vituperio ai potenti. Io invece, per prendermela comoda, partirei dai primi indizi di crisi nella governance, contestata da operai, studenti e periferie sociali, tra il 1968 e il 1977. Lo spavento nell'élite fu forte e vennero incisi nella nostra viva carne le stragi di un terrorismo che serviva quella e annichiliva noi. E fu la strategia della tensione, quella della spaccatura della società in tronconi contrapposti tra loro, anzichè uniti contro il "padrone" (come si diceva quando si diceva pane al pane e vino al vino).

Un principio di contrapposizione ulteriore, stavolta tra i sessi, sulla base della diffidenza e del sospetto, ci venne elargita con l'AIDS, una riduzione delle difese immunitarie detereminata da varie cause, ma che, a forza di timori e di preservativi, ridusse la nostra prolificità. Solo vent'anni dopo, nel 1996, venne ritirato il farmaco fasullo della GlaxoSmith Kline, che fece più vittime lui del virus che pretendeva di curare. Da allora di AIDS si parla poco.

Il grande scatto in avanti

11/9

L'11 settembre ritrovò l'elite spavalda e impunita, al punto da convincerci tutti che 19 sauditi sbronzoni e puttanieri, incapaci di pilotare perfino aquiloni, si erano sacrificati per la fede contro le Torri e il pentagono, facendo venire giù, a piombo, con pochi litri di kerosene, tre grattacieli  d'acciaio temprato. La collaborazione dei media permise che gli attentati divenissero la catapulta da cui lanciare la "guerra al terrorismo". Altre paure, altre lacerazioni di società e civiltà, sei guerre mai vinte, sanzioni genocide, paure collettive invalidanti, caos mondiale. 

Così, tappa dopo tappa, con quel filo dipanato dai potenti e che Dante ci rese visibile, perlopiù inutilmente, arrivato ora a stringerci la gola, a Napoli siamo arrivati allo "stato di cose presenti" ai suoi lasciapassare e al suo protagonista chimico-genico. Ma qui l'apparato videodigitale s'inceppò e il resto fu nero e silenzio. Ci siamo rifatti con queste righe. 




 










lunedì 13 settembre 2021

Der Untergang des Abendlands – Il tramonto dell’Occidente CON LA “GUERRA AL TERRORE”, AI TERRORISTI GLI HA DETTO MALE


USA, 11 settembre 2001

 

Afghanistan, 31 agosto 2021, stessa mano

 

 DALL' 11  SETTEMBRE DI NEW YORK  AL 31 AGOSTO DI KABUL

 Ospiti: i giornalisti FULVIO GRIMALDI e FRANCO FRACASSI.

Conduce STEFANO BECCIOLINI

 VIDEO FACEBOOK:

https://www.facebook.com/100652334681130/videos/4481997268487344/

 VIDEO RUMBLE:

https://rumble.com/vmb03h-dall-11-settembre-di-new-york-al-31-agosto-di-kabul.html

 


“Il tramonto dell’Occidente” è il capolavoro del filosofo e storico tedesco Oswald Spengler, che trae la sua ispirazione dalla fine dell’allora più sanguinoso conflitto della storia europea, la prima Guerra Mondiale, e dalla successiva grande depressione del ’29. Spengler percepisce e analizza una svolta storica, la fine di un’epoca, forse di un evo. Da quegli anni che introducono al secondo conflitto mondiale e allo scontro tra due totalitarismi capitalisti, uno in uniforme, l’altro in abito borghese, la Storia si è messa a correre e appena un secolo dopo, l’umanità, stavolta intera, si ritrova travolta da un nuovo cambio radicale di paradigma.

 Dalle frenate e dai rovesci in Iraq, Libia, Siria, America Latina, da lacerazioni interne senza precedenti, dalla formidabile alternativa egemonica di Cina e Russia, dall’assoluta irrilevanza dell’Europa, si intravvede la fine del breve “secolo americano” con la sua euroappendice, e l’affermarsi impetuoso di qualcosa di nuovo, dai caratteri euroasiatici. La Versailles della Germania è diventata la Doha dove si è negoziata la resa degli Stati Uniti. Sono da attendersi analoghi colpi di coda, ma il nostro destino è ormai fermamente nelle mani del cosmopolitismo finanziario e di chi vi resiste. I suoi strumenti da fisico-psichici sono diventati psico-fisici: meno Stati, meno eserciti, più telematici, più farmaceutici. Agli americani resta un’indiscutibile e per ora irreversibile egemonia “culturale”, che si perpetua con forza sulle giovani generazioni del pianeta, a cui né il Sud del mondo, né Cina e Russia, hanno finora saputo opporre un’alternativa.

 


Cambia tutto: fine del complesso militar industriale?

Al declino americano si è tentato di porre un freno con l’esercizio della forza militare, 900 basi sparse su tutto il globo, il dominio dell’aria e dello spazio, interventi diretti e, sempre più, di forze mercenarie: terroristi per la cosiddetta “guerra al terrorismo”. Ma la colossale debacle di Kabul alimenta il sospetto che a questo immenso apparato della forza possa essere riservata la stessa fine dell’esercito fantoccio superarmato di 300.000 uomini, a difesa dell’occupazione dell’Afghanistan e del regime di miserabili quisling installato dagli invasori.

 Dal Vietnam in poi USA e i suoi mercenari NATO e ISIS/Al Qaida non fanno che rimediare insuccessi. Perfino i colpi di Stato, vedi Bolivia, o Venezuela, non riescono più.e, dopo l’Ucraina, neanche le “rivoluzioni colorate”: Hong Kong, Libano, Myanmar, Iran, Russia….. La risorsa estrema è digitale e sanitaria e anche qui, alla luce, sempre più diffusa, di cosa ci combinano i vaccini e coloro che li manovrano, si aprono delle crepe.

 L’ultradestra imperiale che si finge sinistra

Vignettisti di regime (il manifesto)

 

Un segnale mediatico significativo, a parte il noto, rozzo e cieco, atlantismo che fa di tutti i media generalisti un'unica camera dell’eco, ce lo dà l’infiltrato “il manifesto”, che trasmette quotidianamente e fedelmente gli ordini di servizio del Deep State USA e dei suoi servizi terroristici. La sviscerata promozione della nuova arma-fine-del-mondo sanitaria, chimico-genica, si accompagna in questi giorni alle geremiadi dei suoi vari specialisti geopolitici sullo scontro di civiltà perduto dall’Occidente in Afghanistan. In particolare sui diritti umani (sopravvissuti a vent’anni di bombardamenti, carceri della tortura, stragi di civili, depredazione di un intero popolo) lasciati alla mercè dei trucidi “turbanti neri”.

 Vi eccelle tale Giuliano Battiston, che divide la sua lealtà e le sue prestazioni tra il “quotidiano comunista” e l’ISPI, Istituto di Studi di Politica Internazionale, non altro che il ragazzo di bottega locale del Dipartimento di Stato e della Difesa statunitensi. Mentre un finto “anti-americano”, come Alberto Negri, prova a rattoppare truffe americane come l’attentato “saudita” dell’11 settembre, i mercenari curdi “patrioti rivoluzionari”, Osama maestro attentatore, ucciso dalle forze speciali USA e altre fiabe che servono a tenere assieme il tessuto di menzogne dell’Impero in disarmo.

 In questo contributo all’episodio che apre la “guerra al terrore” del più grande Stato terrorista della Storia e a quello che felicemente lo chiude a Kabul, Fracassi e io abbiamo cercato di buttare un po’ di sabbia negli ingranaggi del menzognificio. Una sabbia che fa anche giustizia della furbata degli ambiguoni che, per rimediare al disastro di tutto l’Occidente, ai sono inventati la teoria, oggettivamente salvafaccia degli USA, per cui non ci sarebbe stata nessuna sconfitta dell’Impero, ma piuttosto un’intesa sotterranea tra Washington e i vendipatria Taliban, in vista di spartirsi economicamente le risorse del paese. Così ne uscirebbero sani e salvi gli americani e farebbero una figura di merda gli odiosi Taliban.

 


5 milioni di afghani a cui i dati personali sono stati sottratti attraverso il riconoscimento facciale coatto. Gli indigeni non meritano privacy, né rispetto.

 Un colpo di coda che, comunque, la globalizzazione si va prendendo sono quei 4 milioni di afghani, perlopiù giovani e formati, che verranno sottratti al paese e alla sua rinascita con la scusa dell’ “accoglienza dei fuggitivi dagli orrori Taliban  e rovesciati sull’Europa degli alleati che non hanno saputo far vincere la partita.

 Ci saranno anche donne e ragazze, possibilmente avvenenti e commoventi, che per mesi e anni riempiranno pagine e schermi con la loro narrazione su quanto abbiano patito e quanto ancora patiranno le loro sorelle e tutto il popolo sotto il regime dei “barbuti”. Ma è chiacchiericcio stereotipato che non destabilizzerà né noi, né il nuovo Afghanistan liberatosi dal colonialismo.

giovedì 9 settembre 2021

Per Julian Assange e ---- PER L'ASSANGE CHE E' IN NOI --- A Montecitorio la battaglia per la bandiera della libertà di stampa


https://www.byoblu.com/2021/09/08/tg-flash-byoblu24-8-settembre-21-ore-13-30/

 Al link, il servizio di Byoblu sul presidio a Montecitorio per la liberazione di Julian Assange e per concedergli cittadinanza italiana e asilo politico. Una mia dichiarazione è al minutaggio 03'07 - 06'30.

In una società mortificata nella sua dignità, privata dei suoi diritti umani e civili, annichilita nella sua libertà e salute, passivizzata dalla paura indotta, emerge come un fiore nel deserto, o un faro nel buio sul mare, la battaglia che conducono gli "Italiani per Assange".

Per l'ennesima volta, a dispetto dei numeri scarsi dovuti a una condizione sociopolitica e psicofisica come quella descritta sopra, il gruppo ha diffuso un bagliore di resistenza che, partendo dall'eroismo e dal martirio del giornalista di Wikileaks, vuole essere l'innesco della consapevolezza perduta che senza verità muore la libertà.

Il luogo, Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, indicava l'obiettivo specifico con cui l'Italia potrebbe contribuire alla salvezza di Assange: la concessione della cittadinanza, negatagli dal suo paese d'origine, l'Australia, e richiesta, con Pino Cabras, dal gruppo parlamentare "L'Alternativa c'è".

 



Da Julian Assange il mondo non ipnotizzato dalla narrazione mediatica e istituzionale, ha ottenuto l'arma della demistificazione, dei fatti che polverizzano la propaganda del potere. Abbiamo appreso del gigantesco inganno della "guerra al terrore", venendo a sapere del terrorismo praticato contro popoli innocenti da coloro che pretendevano difendersi dai terroristi. Abbiamo capito, dalle email segrete e illegittime al regime saudita della segretaria di Stato di Obama, Hillary Clinton, che rivelavano i piani per la crezione dello Stato Islamico, da usare al tempo stesso come mercenariato e come pretesto per le guerra infinita e la repressione interna.

Quanto bisogno avremmo oggi, nel mondo del perpetuo e globale inganno, di Wikileaks, Julian Assange, Edward Snowden, Chelsea Manning, perchè ci aiutino a sciogliere i legami  con cui mostruose divinità autoproclamate hanno incatenato alla roccia il Prometeo della verità/libertà. 

 

Julian Assange 2010-2020

Hanno fatto morire Slobodan Milosevic, difensore di una Jugoslavia, indipendente unita e soilidale, in un carcere costruito mattone per mattone, magistrato per magistrato, dollaro per dollaro, dai killer vincitori USA-Nato. Una Norimberga più abietta, con innocenti sul banco degli imputati. Non sono riusciti a dichiararlo colpevole, così gli hanno negato le cure per la condizione cardiaca. E' un metodo dell'Impero oggi applicato a Julian Assange, posto davanti all'alternativa tra essere torturato a morte nel carcere di Londra, o di essere estradato negli USA per una condanna a 175 anni, di carcere senza vita. E' il trattamento riservato oggi alla verità. 

L'Ordine dei Giornalisti? La Federazione Nazionale della Stampa? I media di destra? I media di sinistra? Reporters Sans Frontieres? NON C'ERANO.